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RINOCERONTE Adattamento e Regia di Giuseppe Squillaci NOTE DI REGIA L'individuo esiste in quanto tale o solo in rapporto alla collettività? Cosa succede a chi decide di essere se stesso, in opposizione alla massa? Quando gli eventi ti stritolano, senza che tu possa liberarti dalla morsa di una vita che non ti appartiene, da un groviglio di convenzioni, imposizioni, giornate sempre uguali, non vorresti trasformarti in un enorme rinoceronte e travolgere ogni cosa, senza dover pensare ad altro che alla soddisfazione dei tuoi istinti? La libertà sarebbe avere un corno, o due, in fronte! E se per assurdo TUTTI diventassero rinoceronti? Queste sono le domande che ci pone questa rivisitazione del Rinoceronte, grande classico della letteratura teatrale del '900: una rivisitazione che porta ai nostri giorni il conflitto tra l'individuo e la massa, tra la libertà di pensiero e il fascismo; un fascismo inteso oggi come appiattimento culturale, perdita di valori forti e di obiettivi; l'incapacità dell'individuo ad opporsi ad un cambiamento di cui nessuno sembra rendersi conto, la continua ricerca di un benessere fatto solo di apparenza e superficialità, la mancanza di volontà nel difendere le proprie idee in cambio di facili guadagni, sono gli interrogativi morali che caratterizzano la nostra epoca. "Rinoceronte" pone queste domande giocando tra l'allegra incoscienza del primo atto e la tragica coscienza del finale, in un continuo cambiare di toni tra la commedia e il dramma, tra il grottesco e il tragico, tra il ritmo incessante della musica techno e le suggestioni disneyane della musica classica.
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